Scuola veneta, Inizio XVIII secolo
Paesaggio con pescatore e contadino
Olio su tela, 56 x 71 cm
Cornice 63 x 78 cm
Interessante dipinto di scuola veneta raffigurante un paesaggio collinare animato da figure popolari, databile all’inizio del Settecento.
La composizione si apre su un’ampia veduta naturale costruita secondo i canoni della pittura di paesaggio barocca: in primo piano si distinguono un pescatore e un contadino, intenti in attività quotidiane lungo un corso d’acqua, mentre lo sguardo è guidato verso lo sfondo da un articolato sistema di piani prospettici.
Le quinte arboree laterali, tipiche della tradizione veneta, incorniciano la scena e conducono verso un paesaggio più rarefatto, dove si intravedono architetture e rilievi montuosi immersi in una luce atmosferica soffusa. L’uso calibrato della prospettiva aerea, con toni più freddi e sfumati in lontananza, conferisce profondità e respiro alla composizione.
La tavolozza, giocata su tonalità terrose e verdi smorzati, è impreziosita da accenti luminosi nel cielo e nelle zone colpite dalla luce, secondo una sensibilità pittorica tipica della scuola veneta tra Barocco e primo Rococò.
Nel Veneto tra XVII e XVIII secolo si afferma una forte tradizione paesaggistica, spesso influenzata sia dalla pittura nordica sia dalla lezione dei grandi maestri locali. Il paesaggio diventa teatro di narrazioni quotidiane e scene di genere, con un equilibrio tra natura idealizzata e osservazione del reale.
Opere di questo tipo si collocano nel solco della produzione di artisti e botteghe attive tra Venezia e la terraferma, con affinità stilistiche riconducibili all’ambito di pittori come Marco Ricci (1676-1730), per l’impostazione teatrale e la costruzione per quinte, o Andrea Locatelli (1695-1741), per le vedute con figure immerse nella natura, e più in generale ai cosiddetti “paesaggisti veneti” attivi tra Seicento e Settecento, caratterizzati da una resa scenografica e luministica del paesaggio.
Dipinti analoghi per impostazione compositiva e soggetto si posso riscontrare nelle opere della bottega del “Maestro dei Paesaggi Correr”, nota per paesaggi animati da scene di vita quotidiana e architetture sullo sfondo.
Il dipinto rappresenta una scena di vita rurale idealizzata, tema molto diffuso nella pittura veneta dell’epoca.
Il pescatore e il contadino in primo piano incarnano il rapporto armonico tra uomo e natura, mentre il paesaggio circostante assume una dimensione quasi arcadica. Le architetture sullo sfondo suggeriscono la presenza di un borgo o di una città, creando un contrasto tra dimensione naturale e presenza umana organizzata.
La scena non ha un intento narrativo preciso, ma si configura come immagine poetica e contemplativa, tipica della cultura figurativa barocca, in cui il paesaggio diventa luogo dell’immaginazione e della memoria.
L’opera esaminata risulta dunque rappresentativa della tradizione paesaggistica veneta, un ottimo elemento decorativo, elegante e senza tempo.
Un dipinto capace di donare profondità e fascino a qualsiasi ambiente, ideale sia per il collezionismo che per arredi di pregio.
Buono stato generale. Presenta alcune ridipinture ed integrazioni pittoriche. Rintelato.
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