Lombardia, Borghetto Lodigiano, Seconda metà del XVIII secolo
Orciolo
Maiolica dipinta in policromia su smalto stannifero
H 20 × L 20 cm
Elegante orciolo da farmacia o da uso domestico in maiolica di Borghetto Lodigiano, caratterizzato da una forma globulare poggiante su basso piede ad anello e da corto beccuccio versatore inclinato. Il corpo è interamente decorato a gran fuoco con un raffinato paesaggio campestre popolato da architetture rurali, alberi dal tronco sinuoso e morbide quinte vegetali, eseguiti con una tavolozza tipica della manifattura lodigiana composta da verdi, gialli, bruni e azzurri di su fondo bianco stannifero.
L’apparato decorativo appartiene al repertorio paesistico che caratterizzò gran parte della produzione di Borghetto Lodigiano nel corso del XVIII secolo, ispirato ai dipinti di paesaggio di gusto arcadico e alle incisioni diffuse in area lombarda ed emiliana. Le architetture immaginarie immerse nella vegetazione, più evocative che descrittive, conferiscono all’oggetto un carattere pittorico particolarmente gradevole, trasformando un recipiente d’uso quotidiano in un piccolo esercizio di decorazione paesaggistica.
La manifattura di Borghetto Lodigiano rappresenta uno dei più importanti centri maiolicari lombardi del Settecento. Attiva almeno dalla fine del XVII secolo e favorita dalla vicinanza con Lodi e Milano, sviluppò una produzione apprezzata per la qualità dello smalto e per la vivacità delle decorazioni, destinate sia al mercato locale sia a una committenza più ampia dell’Italia settentrionale. Accanto ai celebri servizi da tavola, le officine produssero una vasta gamma di contenitori da farmacia, orcioli, versatoi, brocche e oggetti d’uso domestico, spesso decorati con paesaggi, scene pastorali, motivi floreali o architetture di fantasia.
L’orciolo conserva una notevole qualità pittorica e costituisce una testimonianza significativa della produzione ceramica lombarda preindustriale, nella quale la funzione pratica si unisce a un linguaggio decorativo di gusto colto e aggiornato.
L’esemplare presenta una vecchia linea di restauro sul corpo, ben visibile ma stabile, compatibile con l’età del manufatto e che non compromette la leggibilità estetica dell’opera.

















